Z Nation

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Z Nation: zombie (e ibridi) da amare

Azione e divertimento, dramma e ironia, e tanti morti viventi di ogni tipo. Scopri perché Z Nation è imperdibile

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Cominciate a correre, perché gli zombie – amichevolmente detti “Z” - stanno per tornare, e sono di quelli veloci. Ecco perché Z Nation è imperdibile.

Sentirsi attratti da ciò che, paradossalmente, ci provoca paura e repulsione, è una aspetto curioso e tipico dell’umanità, e niente instilla più terrore dei morti che ritornano. Lo sfruttamento sapiente di questo fenomeno, unito alla disarmante ironia con cui si presenta, è il segreto della riuscita di Z Nation, che torna con le prime due stagioni su AXN Sci-fi. Lo scenario è lo stesso del nutrito sottogenere horror degli zombie: post-apocalittico, anarchico, infestato da milioni di cadaveri in decomposizione che inspiegabilmente si muovono ancora e lo fanno spinti da un unico imperativo, sbranare i – pochi – sopravvissuti.

Questi ultimi respirano ancora perché sono i più resilienti e adattabili, vuoi per tenacia, vuoi per egoismo, vuoi per crudeltà, qualche volta per inenarrabili colpi di fortuna. Tra di loro ci sono i protagonisti della serie: Roberta, forte e in gamba; Doc, altruista e pressoché indistruttibile; 10mila, motivato e dalla mira infallibile; Addy, risoluta e concentrata, e Murphy... il messia degli zombi. Come le Spice Girls, ogni membro del gruppo rappresenta una tipologia; da soli probabilmente non sopravviverebbero, ma insieme hanno decisamente qualche possibilità in più.

Z Nation è una serie dissacrante e temeraria, molto più coraggiosa di tanti prodotti simili. Vanta autori che non hanno – davvero – paura di niente, tanto meno di infischiarsene di quelle regole seguite con maniacale ossessione dall’industria cinematografica e televisiva al servizio del pubblico.

Z Nation segue le precarie esistenze on the road di un gruppetto di sopravvissuti deciso a salvare il mondo dall’epidemia che ha trasformato l’umanità in mostri, trasportando l’unico individuo resistente al virus in un laboratorio dove il suo sangue possa essere utilizzato per creare un vaccino, e lo fa disintegrando e facendosi beffe delle preziose regole dell’intrattenimento di cui sopra.

Non solo, la serie proclama intenti comici. La casa di produzione The Asylum ha sempre professato come unica missione allietare il pubblico senza pretese di qualità eccelsa o l’ambizione di denunciare le perversioni della società tipica dei migliori horror. Z Nation non si prende sul serio, non si fregia di rifilare ai suoi spettatori un’analisi antropologica dell’umanità abbrutita da condizioni estreme e mentre lo rimarca, nega i propositi toccando con insospettabili profondità argomenti seri, attraverso la figura di Murphy, ridicola e tragica al tempo stesso.

Quest’uomo che non si riconosce più allo specchio, grottesco ibrido con le potenzialità per governare il mondo ma non le qualità, è uno dei personaggi più memorabili e complessi della Tv. Merito anche del suo interprete Keith Allan, il quale sa farsi amare nonostante le debolezze del suo personaggio. Sa far ridere e commuovere, ed è uno dei rari esempi di personaggi che provano pietà, compassione ed empatia nei confronti dei mostri. Si finisce con l’identificarsi in Murphy, persona comune alle prese con una responsabilità troppo rande per lui – per quasi tutti. I pochi momenti in cui l'ibrido mostra la propria vulnerabilità sono spesso seguiti o preceduti da scene d’azione (se c’è una cosa che non manca allo show, è la velocità della narrazione a la frequenza di sequenze concitate). 

Show per amanti delle citazioni, appartenete a un genere che fa dei riferimenti ai cult horror quasi un obbligo, Z Nation è anche tra i prodotti incentrati sugli zombie quella ad aver dato più sfogo alla fantasia senza remore declinando le creature nei modi più sorprendenti e disparati, a ogni incontro tra i protagonisti e gli zombie via via più bizzarri (si possono addirittura fumare!). Rivedere le le prime due stagioni di Z Nation è l’unico modo per tirare avanti finché non potremo goderci la terza – e scoprire quali altre sorprese la serie ha in serbo per il suo fedelissimo pubblico.

LORENZA NEGRI

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