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Power: chi è Milan

L'antagonista a sorpresa della terza stagione: chi è Milan, il gangster serbo che dà filo da torcere a Ghost e Tommy

Milan

L'antagonista a sorpresa della terza stagione è Milan, il gangster serbo che dà filo da torcere a Ghost e Tommy. Ecco cosa sappiamo su di lui.

“Alla fine hai ucciso Lobos”: Dean, il capo della sicurezza di James St. Patrick e del suo night club Truth, viene licenziato dal suo boss che nel congedarlo, finisce investito da queste parole. Il sesto episodio della terza di stagione di Power contempla una svolta narrativa da brivido, la rivelazione che la guardia del corpo del protagonista non è affatto chi aveva dichiarato di essere, bensì il fantomatico gangster Milan che, con una battuta, sconvolge James e ne stravolge l’esistenza, ricapultandolo nella malavita e resuscitando Ghost.

Milan era il misterioso “cannibale psicopatico” menzionato da Tommy alla fine della seconda stagione, ovvero il boss criminale serbo a cui Egan e Ghost avevano intercettato una spedizione di droghe poi finite in mano alla polizia. Scomparso Lobos, Dean, o meglio, Milan è l’antagonista principale della terza stagione – Kanan è ancora nella fase di messa a punto del suo piano di vendetta nei confronti dell’ex protetto Ghost –, boss malavitoso egualmente pericoloso e fuori di testa.

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Milan è rimasto solo un nome, spauracchio invisibile della serie, a lungo e sembrava che con l’esecuzione del gangster slavo Vladimir, ucciso da Ghost alla fine della seconda stagione per favorire l’uscita di scena dal mondo della droga, sarebbe finito nell’oblio. Invece, lo ritroviamo nell’annata successiva nei panni di un anonimo capo di security ingaggiato da Ghost per proteggerlo. Nei panni di Dean salva Ghost dai giamaicani arruolati da Holly per farlo fuori. Dopo che la paura di venire ucciso dagli uomini di Lobos si dirada in seguito all’esecuzione di quest’ultimo, James penserà di non avere più bisogno di Dean, e questi si godrà il momento della rivelazione.

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Cosa comporta questo per St. Patrick? L’avvento di Milan rappresenta l’inizio di un incubo per Ghost, l’alter ego criminale che James si illudeva di aver seppellito per l’ultima volta assieme al cadavere di Lobos. Milan è freddo, cauto, non sembra affatto lo psicotico testa calda che mangia le persone dipinto da Tommy nella seconda stagione. Al contrario, è una specie di Hannibal Lecter con il dono dell’introspezione psicologica che sa come toccare le corde più sensibili dell’avversario, comprenderne i timori e le paure e sfruttarli a proprio vantaggio.

Rivuole Ghost nel giro - vuole sfruttare le sue conoscenze nel settore dello spaccio e i suoi contatti - e, dimostrando con sapiente astuzia e finezza psicologica di sapere tutto di lui, della sua famiglia e di Angela, ha tutte le carte in mano per ridurlo a un dipendente remissivo. Almeno per un po’.

Lorenza Negri

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