NCIS: New Orleans

NCIS: New Orleans, perché ci piace

Ecco perchè NCIS: New Orleans ci piace così tanto

NCIS: NOLA

NCIS: New Orleans è uno degli spinoff di NCIS più amati degli ultimi anni. Le ragioni sono numerose, ecco i motivi principali per cui ci piace così tanto.

La sigla
Accattivante e vitale, pimpante e coinvolgente, la sigla di NCIS: New Orleans non è, come ci si aspetterebbe, originaria della pittoresca cittadina ma... nell’industriale Detroit. Poco male, Boom Boom di Big Head Todd and the Monsters (con John Lee Hooker) non sarà Made in New Orleans ma ha un ritmo che fa entrare subito nell’atmosfera giusta.

La familiarità
Ci si avvicina a una serie sempre sapendo di fare un salto nel vuoto: mi piacerà? Sarà come me l’aspetto? Avrò solo sprecato tempo? NCIS: New Orleans ha potuto vantare sin da subito uno zoccolo duro di fedeli perché ha risolto brillantemente i timori di cui sopra. Lo spinoff infatti è stato concepito come un’accogliente deviazione dalla serie madre, grazie alle guest nei primi episodi di tanti volti familiari – da Jethro ad Abby a Fornell – che hanno traghettato il pubblico verso lo show, evidenziando come le serie appartengono allo stesso universo (anche se la seconda è decisamente più esotica).

Voglia di esotico
Ci vuole poco a capire come mai tanti cittadini di New Orleans, dopo il terrificante passaggio dell’uragano Katrina, non ne hanno voluto sapere di insediarsi altrove: la città è unica al mondo. L’atmosfera così aliena e unica di New Orleans, la musica, la cultura, la cucina e l’irresistibile fascino ameno dei luoghi sono seducenti per il pubblico europeo in maniera particolare. Non c’è un fan della serie che non ha pensato di visitarla.

Per tutti i gusti
NCIS: New Orleans vanta un cast scelto sapientemente: le generazioni più adulte, che sono cresciute a pane e telefilm anni 80, si sono subito affezionate allo spinoff grazie alla presenza di Scott Bakula, interprete del saggio Dwayne Pride che molti anni prima è diventato un mito del piccolo schermo grazie alla serie Quantum Leap; gli spettatori più giovani avranno senz’altro apprezzato la presenza di Lucas Black, protagonista del terzo capitolo dell’adrenalinico action Fast & Furious, Tokyo Drift, e dell’horror action biblico Legion.

Diventiamo amici
Molto spesso gli show hanno la tendenza a spiattellare subito un profilo preciso dei personaggi principali, delegando a qualche oscuro segreto del passato il mistero che avvolge ogni persona che nella realtà abitualmente ci capita di incontrare. Lo spinoff di NCIS sceglie di procedere con calma, come se Dwayne e gli altri li avessimo davvero conosciuti il primo giorno d’ufficio e scoprissimo qualcosa di più su di loro, sulle loro connessioni e personalità, ogni giorno.

L’ambiente di lavoro
Colleghi che sono amici veri, colleghi a cui chiedere aiuto quando si è in difficoltà e da frequentare anche dopo l’orario d’ufficio. NCIS: New Orleans si fa amare dal pubblico anche grazie all’alchimia tra i personaggi, spesso sulla stessa linea d’onda e affiatatissimi. E questo fa sentire bene anche noi.

Lorenza Negri

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