NCIS: Los Angeles

Addio a Miguel Ferrer di NCIS: Los Angeles

È venuto a mancare Miguel Ferrer l'attore di Robocop e di NCIS: Los Angeles

Miguel Ferrer

È venuto a mancare Miguel Ferrer. A soli 61 anni, l'attore cinematografico e televisivo aveva raggiunto la notorietà alla fine degli anni '80 con Robocop

“Ho deciso di seguire le orme di Martin Luther King e di Gandhi. È una scelta di vita, la mia: rifiuto nel mondo più assoluto la vendetta, l’aggressione e la ritorsione. Il fondamento di questo metodo è l’amore: ti voglio bene, sceriffo.” Questo è (parte di) il discorso sull’amore di Rosenfield, probabilmente il monologo più citato della serie cult Twin Peaks e il momento in cui tutti si sono affezionati ad Albert Rosenfield, agente speciale dell’FBI apparentemente cinico, odioso e offensivo patologo interpretato da Miguel Ferrer

Ferrer è noto al pubblico di AXN per il ruolo dell’assistente direttore di stanza nel dipartimento californiano di NCIS: Los Angeles Owen Granger, personaggio che fa parte del team in modo fisso dalla quinta stagione: a prima vista una persona difficile, misteriosa, in realtà molto leale e riservata, nonché il ruolo che ha mantenuto per più tempo assieme a quello del Dottor Garret Macy – un altro patologo, ma questa volta meno cinico e sboccato – nella serie Crossing Jordan.

Figlio di uno dei più grandi interpreti latinoamericani di Hollywood, José Ferrer, e della cantante Rosemary Clooney (la zia di George, i due erano cugini), vanta una carriera prevalentemente in parti da cattivo – tra i suoi ruoli cinematografici più noti, quelli in Robocop, Revenge e Hot Shots (dove è un soldato che guarisce dall’orrore delle brutture e della violenza della guerra e torna allegramente a sparare al prossimo).

Cresciuto a Beverly Hills, assieme ad altri figli di star hollywoodiane – sua madre era amica di Debbie Reynolds, e lui della figlia di questa Carrie Fisher, alla quale Miguel consigliò di accettare la parte della Principessa Leia in Guerre stellari – non ha sempre voluto fare l’attore.

Non bello come il cugino George ma decisamente talentuoso, da giovane preferisce seguire la passione per la musica ereditata dai genitori – il padre suona il piano, la madre è, come menzionato, cantante – e impara a suonare la batteria. Suona, canta, partecipa alla realizzazione dell’album di Keith Moon del 1975 Two Sides of the Moon.

Scrive anche gialli a quattro mani con la madre e fumetti con Bill Mumy, attore conosciuto per la serie fantascientifica Lost in Space e suo grande amico, nonché il primo a procurargli un lavoro davanti alla macchina da presa (tra le prime particine di Miguel, una guest in Magnum P.I. accanto a Tom Selleck nei panni di suo padre da giovane e una in Star Trek III: Alla ricerca di Spock).

Mumy è co-autore di comics con Ferrer: Miguel è sempre stato un super nerd appassionato di fumetti – il suo supereroe preferito è Batman (chissà che faccia fece quando al cugino George Clooney fu assegnata la parte in Batman & Robin) – e ha creato con Mumy i fumetti di Comet Man, oltre a cimentarsi con soggetti curiosi e stranissimi come Trypto The Acid Dog con Steve Leialoha. I tre avevano insieme anche una band, Seduction of The Innocent, che ha suonato anche a grosse convention di settore come le Wonder Con, inoltre Ferrer ha prestato la sua voce a svariati personaggi nella versione animata di Superman, nonché al crudele unno Shan Yu del cartone animato della Disney Mulan.

La passione per il mystery invece lo ha fatto appassionare ai romanzi di Stephen King, e ha partecipato a tre adattamenti delle sue opere: The Night Flier, Stephen King's Shining e L'ombra dello scorpione (1994).

Ferrer è sempre circondato da amici che lo adoravano, tra questi Mark Hamill e Brandon Lee (curiosamente anche questi legati al mondo dei comics, il primo come volto di Luke Skywalker e voce del Joker, il secondo come incarnazione di Il Corvo), a testimoniare quanto ampia fosse la frattura tra i ruoli da villain al cinema e la natura estremamente disponibile e gentile esibita nella vita privata (dubitiamo che abbia mai dato del “testa di cavolo bifolco bovaro e cafone” a qualcuno come Albert Rosenfield allo Sceriffo Truman in Twin Peaks, serie che lo rivedrà nei panni del patologo nel sequel in uscita il prossimo maggio).

Tornando a NCIS: Los Angeles, nella recentissima ottava stagione, inedita in Italia, il suo personaggio Granger ha annunciato di essere gravemente malato: è l’arte che imita la vita, perché Ferrer, deciso a continuare a lavorare fino a quando possibile, ha chiesto di fare integrare la sua storia nella narrazione della serie, andando avanti, nonostante la visibile fragilità fisica, coraggiosamente.

Lorenza Negri