I migliori buddy cop movies

Da Arma Letale a Bad Boys, scopri su AXN quali sono i migliori film incentrati sulle coppie di poliziotti

Bad Boys 2

Da Arma Letale a Bad Boys 2 (stasera alle 21.00 su AXN HD) ecco quali sono i migliori film incentrati sulle coppie di poliziotti e ricchi di azione, battute, inseguimenti e protagonisti agli opposti.

Sono poliziotti, agenti dell’FBI o di altre forze dell’ordine, possono far parte di dipartimenti e settori differenti – per esempio un investigatore della Omicidi e un privato –, addirittura uno dei due può non essere affatto un rappresentante di queste categoria (un criminale o un testimone) e possono appartenere a qualsiasi genere o razza. L’importante è che siano due e che siano affiatati, e soprattutto, profondamente diversi.

I Buddy cop movie sono un genere popolarissimo della Hollywood dei blockbuster, ma tante delle loro espressioni migliori si trovano anche nel cinema orientale e in televisione, senza contare le recenti declinazioni al femminile con stelle del grande schermo del calibro del premio Oscar Sandra Bullock e della buffa Melissa McCarthy di Ghostbusters.

Coppia esemplare del sottogenere, quella formata da Will Smith e da Martin Lawrence, ma sono tantissimi i volti noti in film che spiccano per il riuscito mix di azione, mistero e affiatamento dei protagonisti.

Bad Boys (1995, seguito dall'altrettanto degno Bad Boys 2 nel 2003) è il buddy cop movie esemplare: Will Smith e Ben Lawrence interpretano due poliziotti metropolitani opposti che lavorano in perfetta sintonia nonostante i battibecchi e la tendenza a distruggere cose, il che scatena puntualmente le ire dei superiori.

Al primo tocca la parte dello scapolone con le camicie di seta, la macchina costosa, l’appartamento perfetto e sempre immacolato che tende sempre a strafare; al comico Lawrence spetta il ruolo del padre di famiglia con un carattere più cauto rispetto al partner e con una moglie autoritaria e stufa degli orari folli e dei pericoli che corre sempre il marito. Risultato: azione, esplosioni, inseguimenti, corse trafelate, scene a rallentatore, battute sopra le righe e un successo tale da rendere il regista Michael Bay uno dei più richiesti di Hollywood e Will Smith uno dei miti action del grande schermo.

Men in Black (1997) sfrutta l’innato talento di Will Smith di impersonare personaggi divertenti e atletici e questa volta lo affianca lo scorbutico e sbrigativo Tommy Lee Jones: il primo, poliziotto più veloce di un centrometrista, viene scelto dall’organizzazione paragovernativa degli uomini in nero, agenti specializzati nel gestire… extraterrestri. Ribattezzato J, diventerà il partner di K (più attempata, più pacata a soprattutto – molto - più silenziosa metà della coppia) e imparerà a gestire ogni genere di emergenza – dalle gravidanze aliene alle invasioni extraterrestri.

In Rush Hour – Due mine vaganti (1998) l’abitudine di appaiare partner di razze diverse come espressione anche culturale di diversità contrappone il leale e compito esperto di arti marziali Lee, poliziotto di Hong Kong al logorroico collega americano James Carter. Nei panni dei due protagonisti, l’icona action del cinema orientale Jackie Chan e il comico nero Chris Tucker, che insieme si rivelano una coppia eccezionale in grado di entusiasmare con dialoghi bizzarri e scene d’azione fantasiose.

A proposito di Hong Kong, un action – ma questa volta privo del consueto taglio comico – proveniente dalla Cina nonché capolavoro del regista John Woo è anche uno dei migliori buddy cop movie mai prodotti: The Killer (1989) segue l’improbabile coppia formata da un elegante assassino impersonato da Chow Yun-Fat e dal poliziotto che lo aiuta in un’ultima missione.

Oltre a essere una delle pellicole d’azione con le sequenze più belle mai girate, è anche la storia di una strana ossessione, quella del poliziotto che indaga sul sicario e lentamente si lascia affascinare dal suo codice d’onore.

In tema di cult, un altro buddy cop movie che lascia poco spazio alle battute ma può considerarsi senza ombra di dubbio un capolavoro è Vivere e morire a Los Angeles (1985), cult di William Friedkin con uno degli attori più cool degli anni 80, quel William Petersen protagonista nei panni di un poliziotto anche di un altro cult (Manhunter – Frammenti di un omicidio) poi diventato iconico protagonista di procedurali nei panni di Gil Grissom in CSI: Scena del crimine. Qui interpreta Chance (un nome, un programma), agente dei Servizi segreti adrenalina-dipendente alle prese con un caso di banconote contraffatte. Finirà appaiato con il meno scalmanato Vukovich, coinvolto in un caso violento, bizzarro e costellato di scene d’azione entrate nella storia del cinema (l’inseguimento contro mano e la sparatoria che uccide uno dei due protagonisti a metà film lasciando lo spettatore senza fiato).

A metà tra dramma e commedia, L’ultimo boy scout (1991), sottovalutatissima opera di Tony Scott con Bruce Willis e Damon Wayans. Il primo è un ex agente dei servizi segreti ora stanco, disilluso, alcolizzato investigatore privato. Apparentemente un perdente, ma di quelli che sotto sotto hanno la stoffa degli eroi. Wayans è un giocatore di football che ha detto addio ai giorni di gloria ma che mantiene l’arroganza di quando ancora se lo poteva permettere e si ritrova coinvolto in una cospirazione. Le scene d’azione d’antologia non mancano, ma è l’affiatamento tra i due, opposti uniti dal pessimismo comico e da uno humour cinico e irresistibile a farne una delle migliori coppie di sempre del genere.

Il podio dei più divertenti, tuttavia, lo vincono i protagonisti di Hot Fuzz (2007) esilarante e citazionista commedia poliziesca britannica che osanna i cult del genere e vede protagonista l’affiatatissima coppia – anche nella realtà professionale – formata da Simon Pegg e da Nick Frost. Tra una parodia e l’altra dei film di Bond, di Bad Boys, di Point Break e molti altri, narra la nascita dell’amicizia dell’agente Angel, il poliziotto perfetto – in formissima, ligio al dovere e alle regole, efficientissimo – e del più mite e pacioccone Danny (dal cognome che è tutto un programma, “Butterman”) .

Quest’ultimo diventa il collega di Angel quando i suoi superiori, stufi dell’esagerato professionismo, lo esiliano in un paesino sperduto del Regno Unito. Situazioni al limite del grottesco – mine inesplose, cigni nervosi, giganti semianalfabeti – cementano l’amicizia di due agenti mitici.

Più recentemente, il noir ambientato negli anni 70 The Nice Guys (2016) e Corpi da reato (2013) offrono interessanti esempi di come il buddy cop movie non sia un genere sfiorito con l’avvento degli anni 90, dopo un decennio di fulgore.

Nel primo due giganti di Hollywood come Russell Crowe – interpreta il manesco e disilluso Healy – e Ryan Gosling - il detective triste e immaturo March - si alleano dopo svariate incomprensioni iniziali per risolvere un caso scottante; nel secondo, l’agente dell’FBI impettita e rigorosa Ashburn (Sandra Bullock) è costretta a collaborare con la disordinata, iperattiva e individualista Mullins (Melissa McCarthy) in un caso di droga. Entrambe le pellicole dimostrano che il vero segreto del successo di questo genere è sempre e comunque l’alchimia della coppia protagonista.

Alla fine, per quanto anche in anni recenti il buddy cop movie abbia espresso se stesso degnamente, i campioni del genere restano produzioni anni 80 come 48 ore (1982) e Arma letale (1987).

48 ore vanta la firma del grande regista Walter Hill e mette in scena un poliziotto massiccio e ariano, il modello del duro senza scampo Jack Cates detective di San Francisco con il volto di Nick Nolte, e il malandrino galeotto Reggie Hammond (Eddie Murphy) con tutta la sua carica farsesca, fatto uscire di prigione per aiutare il detective a recuperare un efferato evaso.

Ma il campione del genere è Arma letale – diretto da un altro solido regista come Richard Donner. 

Il primo capitolo della saga, che ha poco a vedere con la declinazione da commedia familiare dei sequel, è un buddy cop movie di rara crudezza grazie al personaggio iconico di Martin Riggs interpretato dall’eccezionale Mel Gibson.

Ex veterano del Vietnam autodistruttivo e con tendenze suicide, è anche uno dei migliori cecchini del mondo e un poliziotto esagitato che si getta a capo fitto in azioni pericolosissime tanto che nessuno vuole fare coppia con lui. Viene affibbiato al povero, tranquillo collega nero e padre di famiglia Murtaugh (la cui battuta tormentone “Sono troppo vecchio per queste stronzate” è ancora tra le più riconosciute di Hollywood), a un passo dalla pensione.

Gli ingredienti del genere ci sono tutti: azione, dramma, commedia, cameratismo e alchimia tra personaggi; in più Riggs e Martaugh sono due icone imperiture del grande schermo. Più buddy movie per tutti.

LORENZA NEGRI